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P0487a
 
Personal Data
Surname Bouchier
First name Oliviero (Oliver)
Nickname  
Dating 1387
Location Naples (Napoli)
Life dates +1387
Title guerriero bretone
Close relatives  
Type of the object Lastra tombale
lapidi funerarie
Place of manufacturing
(place of burial)
 
Place of exposition Church of Santa Maria della Incoronata, Naples
Date of manufacturing  
Artist
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Da questa chiesa, di recente restaurata, proviene un’interessante lastra tombale di un guerriero bretone del XIV secolo, Oliviero Bouchier, eseguita
riutilizzando a rovescio un rilievo con un motivo a ghirlande sospese a teschi bucrani

(Link)
A Breton Adventurer in Naples
S. F. Bridges
The purpose of this note is to discuss a late fourteenth-century tomb slab in the church of Santa Maria della Incoronata in Naples. In the course of collecting material for a study of the medieval tombs of Naples, which the Director of the British School at Rome and the present writer are preparing, this tomb, which is in many ways eccentric to the rest of the series, seemed of sufficient interest to merit treatment on its own.
The slab (pl. XXI, 1), of Greek marble, now stands on end, together with six others, against the south wall of the west aisle. When Cesare d'Engenio saw it in the early seventeenth century it was still in situ in the floor of the same aisle. The figure is carved in low relief beneath a delicately traceried canopy with pinnacles and spiral columns, the whole set within a rectangular inscribed frame.

came from diocese St.-Pol-de-Leon

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P0487b
 
Personal Data
Surname Taliercio
First name Bornese
Nickname  
Dating 1380?
Location Ischia
Life dates  
Title  
Close relatives  
Type of the object tomb slab
Place of manufacturing
(place of burial)
Cattedrale del Castello d’Ischia
Cattedrale di Santa Maria Assunta d’Ischia
Place of exposition Museo Diocesano di Ischia
Date of manufacturing  
Artist
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Sepolcro di Bornese Taliercio
Museo Diocesano di Ischia

(Link)
Dell’intero monumento e stato ritrovato solo una parte, esso fu tagliato verticalmente e reimpiegato nella Cattedrale d’Ischia come soglia del gradino dell’altare maggiore. Il frammento venne alla luce durante i lavori fatti eseguire nella Cattedrale nel 1968-69 da Mons. Dino Tommasini.
L’opera e stata catalogata dalla Soprintendenza nel 1985. L’autore della scheda afferma che la scultura “apparteneva alla famiglia, Bornese”.
(Catalogo della Soprintendenza di Napoli, scheda della Cattedrale di Santa Maria Assunta d’Ischia n° 33.)
Bornese in verita e il nome del defunto, mentre il cognome e Taliercio. Di Bornese Taliercio abbiamo poche notizie, che si ricavano dall’iscrizione frammentaria; dall’armatura indossata pensiamo che doveva essere un “miles”. L’iscrizione e in rilievo con caratteri gotici a destra del defunto:
[…] EDIFICATA DOTATA P(er) NOBILEM VIRU(m) (quon) DAM BORNESE TALERCI […] - ([…] Edificata e dotata dal nobiluomo Bornese Taliercio […])
L’Ughelli scrive che nel 1392 Bornese Taliercio fece costruire il sacello di Santa Caterina nella Cattedrale, quando era vescovo di Ischia mons. Paolo Strina.
Lo storico Camillo d’Ambra, riprendendo una notizia data dall’Onorato nel suo Ragguaglio istorico topografico dell’isola d’Ischia3, ci documenta che nel 1725 il vescovo Giovanni Maria Capecelatro trasformo l’antica Cattedrale in stile barocco: “si applico ai restauri della Cattedrale per i quali, pero, essa perdette l’architettura originaria. Forse l’intenzione era buona, ma in effetti con l’esecuzione di quei lavori si provocarono irreparabili guasti. Volendo barocchizzare la precedente struttura, le colonne di marmo che reggevano gli archi furono inglobate in tozze colonne di fabbrica, fu svelto l’antico pavimento maiolicato e fu distrutto l’ambone in mosaico facendo scempio di alcune fronti di sarcofagi i cui marmi, segati longitudinalmente, furono riutilizzati per soglie e per gradini”4. Il giudizio espresso dall’Onorato in merito ai restauri e stato piu severo del d’Ambra infatti scrisse: “L’innovazione fattasi dall’anzidetto prelato reco del pregiudizio notabile, mentre si levarono delle urne, de’ lavori musaici e de’ mausolei, che delle lapidi ed iscrizioni, e si andiedero gettando per luoghi ignobili e per campagne, dove si osservano sin agli penultimi tempi, oltre di quelli che furono secati ed impiegati per incrocicchiare il pavimento. Quindi, esso prelato gia che volle fare la navata dovea tenere cura ed attenzione di far conservare e nelle navate e nelle officine della Cattedrale e dell’episcopio tutte l’opere, e tutti li pezzi d’opera onde s’avesse in ogni tempo potuto guardare l’occorrente della chiesa cattedrale, e la dimostranza de’ segni e documenti della sua antichita”5.
A causa di quest’operazione poco accorta furono scompaginati i sarcofagi che si trovavano lungo le pareti, le lastre terragne nel pavimento della chiesa e i marmi furono riutilizzati per uso di soglie o di gradini. Quando, nel primo decennio dell’800, fu abbandonata la Cattedrale antica, i canonici fecero trasferire nella chiesa di Santa Maria della Scala, nel borgo di Celsa, tutti quei marmi che poterono svellere e li riutilizzarono per ricostruire nella nuova cattedrale l’altare maggiore, il battistero e il trono vescovile.
La scultura del Taliercio, dunque proviene dalla Cattedrale del Castello. Essa per molti anni e stata collocata in un deposito annesso alla sagrestia dell’attuale Cattedrale, in seguito trasferita nel Museo Diocesano. La provenienza la si puo ricostruire grazie alla breve iscrizione superstite ove si legge il nome di Bornese Taliercio.
L’Ughelli, come gia detto, documento il sepolcro e l’iscrizione. Nel Ragguaglio l’Onorato trascrisse in diversi fogli l’iscrizione di Bornese Taliercio:
“Esisteva ancora nel medesimo Castello la nobile famiglia Talercia, oggi detta Talercio e Taliercio, della quale la seguente iscrizione si leggeva nella Cattedrale: Haec Capella edificata et dotata fuit per nobilem virum quondam Bornese Talaricium ubi jacet” e vi aggiunge “si leggeva” 6. E chiaro, quindi, che la tomba non era piu in loco gia nella prima meta dell’800. Aggiunge nel foglio 151v: “Aedificatum fuit sacellum divae Catharinae in cattedrali a Bernese Taliercio nobili viro. In lapide vero: Haec capella edificata, et dotata fuit per nobilem virum quondam Bernese Taliaricium ubi jacet. … Cotesta cappella e sita nel fondo della terza navata, a destra, ma nel quadro ci era ben vero la figura di san Lorenzo. In essa li signori Cossa ci vantavano iusso e l’arcivescovo di Brindisi, forsi ultimo di tale famiglia, ne fece cessione a beneficio de’signori De Manso, di cui feci parola.”
La scultura e la parte residua del monumento sepolcrale della tipologia terragna7 di Bornese Taliercio, opera di uno scultore della seconda meta del XIV secolo. Questo genere di tomba e piu importante della semplice lapide epigrafica, grazie al suo carattere personalistico, ma minore rispetto al sepolcro parietale. In genere, ma non sempre, questo tipo di tomba e riservato alla nobilta “minore”, in quanto era una tomba economica. Il defunto e rappresentato giacente supino con le mani incrociate sull’addome. Scolpito all’interno di un edicola poggiante su colonna con capitello fogliaceo. Indossa un’armatura formata da una maglia metallica a meta coscia e un surcotto e porta una cintura bassa da cui pende la misericordia con semplice impugnatura. Alla gamba ha cosciale e ginocchiera, al braccio bracciale e gomitiera8.
L’abbigliamento del milite e caratteristico degli anni settanta-ottanta del Trecento; tra i possibili riscontri si ricordano le effigi di Roberto d’Artois (†1383) in San Lorenzo Maggiore, del milite Tommaso (†1380) nell’Incoronata a Napoli e quello dell’Abbate nel Museo della Casa del Sole del castello Aragonese ad Ischia9.
I ritratti dei gisant distesi sulle arche o nel pavimento e le immagini raffigurate sulle fronti delle arche ci offrono un campionario della moda del’300, che e parte viva e integrante dell’espressione artistica. Le modificazioni del costume maschile forniscono inoltre allo studioso preziose indicazioni anche ai fini della datazione del monumento. Sul piano stilistico per quello che si scorge si tratterebbe di un’opera di qualita corrente.

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