Scene della vita di Santo Stefano
Chiesa di Santo Stefano a Soleto (Le)
1400-1450 circa detail
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1420. Church of Santo Stefano in Soleto, Italy.
Frescante meridionale (sec. XV), Resurrezione di Lazarro e Strage degli Innocenti, Soleto (Le), Santo Stefano
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The Last Judgment, by Frescante meridionale, 1400 - 1425, 15th Century, fresco. Italy, Puglia, Soleto, Lecce, Santo Stefano Church.
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Di grande interesse risultano gli affreschi che coprono interamente le pareti della chiesa. Nella prima fase il pittore del Trecento – chiamiamolo cosi essendo anonimi i frescanti -, riconducibile ad una bottega di artisti locali, epigoni dei noti pittori soletani Nicola e il figlio Demetrio, confermo la tradizione pittorica bizantineggiante di Soleto, soprattutto nel catino absidale, in cui e raffigurato, al centro, il Cristo Sapienza e Verbo di Dio e in altri cartoni campiti sulla fascia inferiore delle pareti. Quest'ultimi, intorno al 1420, probabilmente su commissione della contessa-regina Maria d'Enghien, gia vedova di Raimondello e poi di re Ladislao, furono integrati da una nuova teoria di santi stanti, vere colonne della chiesa. Dieci anni dopo, ma entro il 1430, sui registri superiori, privi di immagini, vennero allestiti il Ciclo cristologico (parete settentrionale); l'Ascensione e la Visione dei profeti (parete absidale); la Vita e martirio di Santo Stefano (parete meridionale).
Ma e soprattutto il Giudizio universale, affrescato sul muro di controfacciata, ad attirare la nostra attenzione, in particolare i dannati dell'Inferno che affollano le bolge infernali e che diavoli mostruosi, tenendoli sulle spalle, accompagnano in un macabro corteo fino a gettarli nelle voragini infuocate. Sono rappresentati nudi, senza capelli e in maniera anonima e seriale. E' evidente che all'ideatore del Giudizio universale non interessava la resa fisionomica dei peccatori, quanto la rappresentazione dei loro peccati.
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Luigi Manni, nel volume "La chiesa di Santo Stefano di Soleto", edizione Mario Congedo, Galatina, 2010
Negli altri capitoli, "L'architettura e la scultura", "Gli affreschi", "Oltre le immagini", l'autore si occupa degli aspetti architettonici e religiosi degli affreschi, presentando i quattro cicli pittorici. Luigi Manni parla di quattro momenti pittorici per la chiesa di Santo Stefano, ossia quello del 1399, anno di fondazione, quello intorno al 1420, il terzo intorno al 1430 e l'ultimo intorno al 1440 (ricordiamo che la regina di Napoli, Maria d'Enghien, vedova di Raimondello, prima di morire nel 1446, aveva gia commissionato e visti terminati gli affreschi galatinesi di Santa Caterina d'Alessandria).
Cadono nel terzo periodo e rappresentati sui registri superiori i quattro cicli pittorici: il Ciclo Cristologico, sulla parete settentrionale, il Ciclo dell'Ascensione e la Visione dei profeti, su quella orientale, il Ciclo della Vita e Martirio di Santo Stefano, su quella meridionale e, infine, il Ciclo del Giudizio Universale sulla parete occidentale, giusto di fronte al fedele che si appresta a guadagnare l'uscita dalla chiesa, quasi a volergli ricordare la fine ultima dell'uomo, chiamato al giudizio finale.